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Ateneo Sostenibile

Progetti

 

Orti bioattivi in Morgagni

L’Università di Firenze ha approvato l’istallazione di 5 orti bioattivi nei terreni della sede di Morgagni. Questi orti si aggiungono a quello già esistente presso l’orto botanico.

Un ringraziamento speciale lo dobbiamo a Andrea Battiata, che ha donato al nostro Ateneo questi orti che sono di sua produzione.

Nella foto a destra vediamo gli orti, che stanno già iniziando a dare i primi frutti.

Tutti coloro che sono interessati a partecipare all’esperienza di cura e gestione degli orti possono manifestare il loro interesse scrivendo a ateneosostenibile@unifi.it 

orti di morgagni

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Lavagne sostenibili in Santa Teresa

Nell’ampliamento del plesso didattico di Santa Teresa, di prossima inaugurazione, il nostro Ateneo ha sperimentato la realizzazione di lavagne sostenibili.

L’iniziativa, coordinata da Francesco Pilati, consiste nella creazione negli ambienti universitari degli spazi cosiddetti writing-zone. Il muro, infatti, può diventare una lavagna, secondo un nuovo concetto che offre la possibilità di creare degli spazi liberi da vincoli dimensionali, funzionali e tecnologici, per lo sviluppo di una comunicazione creativa e pervasiva, a basso costo e alta sostenibilità.


Questa soluzione è contemporaneamente economica e ambientalmente sostenibile, dal design gradevole e pratico. Sul mercato oggi esistono varie tipologie di pitture murali di questo tipo, che possono costituire valide alternative ad alcune forniture di articoli, essendo più economiche, più semplici da realizzare e meno impattanti.

Le pitture speciali presenti oggi sul mercato consentono infatti di creare dei muri comunicativi diffusi e inclusivi, negli ambienti in cui vengono messe in opera, e sono capaci di attirare e attivare le menti di ciascuno e di generare luoghi customizzati da vivere in prima persona e/o collettivamente che possono diventare un potente mezzo per l’informazione, la comunicazione, l’organizzazione, la didattica, gli eventi, i workshop, gli hackathon, ecc., a servizio del bene comune.

Una soluzione, questa, che consente quindi agli spazi didattici e di lavoro di essere personalizzati secondo le preferenze e le esigenze comunicative degli utenti e permette un uso meno convenzionale e più libero, incrementando il senso di appartenenza.

I portacancellini realizzati con la stampante 3D

Veniamo nello specifico alle lavagne a muro realizzate nella nuova ala del plesso didattico di Santa Teresa. Rispetto alle tradizionali lavagne a gessi, la nuova soluzione ha consentito di realizzare lavagne su misura e più generose, sia in altezza che in larghezza, sfruttando al 100% la dimensione della parete a disposizione e con uno spessore minimo (poche decine di micron), risultando così meno invasive e spigolose delle classiche.

Un altro aspetto interessante di questa nuova soluzione per le quattro lavagne, che va a favore della sua sostenibilità rispetto alle forniture classiche, sta nel fatto che il nostro Ateneo ha potuto realizzarla interamente in house, acquistando solo le materie prime e i materiali specifici e utilizzando il personale interno dell’Area Edilizia (settore delle Emergenze Tecniche: responsabile Biancalana Ladimiro e tecnici specializzati interni, Marco Bencini e Marco Martini), per la preparazione e la pitturazione delle superfici interessate, e il Laboratorio Modelli di architettura del DIDA, per la realizzazione, con le stampanti 3D in dotazione, dei porta cancellino e gessi in PLA, che sono stati posti in opera.

 

Poiché i porta gessi e cancellini presenti sul mercato sono installabili solo sulla cornice della lavagna, il Laboratorio Modelli di Architettura, con le indicazioni del suo Direttore Scientifico il Prof. Giovanni Anzani e del tecnico di laboratorio Francesco Algostino, ha realizzato un modello specifico per gli otto porta gessi delle aule nuove. Il modello è stato realizzato tramite prototipazione rapida con una stampante 3D a deposito di filamento fuso (FDM o FFF), invece di modificare un modello esistente. Il materiale utilizzato è il polilattato (PLA), un tipo di polimero economico e facilmente riciclabile, che presenta buone caratteristiche meccaniche e di resistenza all'usura.

In generale l’utilizzo di vernici speciali di questo tipo sulle pareti interne degli ambienti universitari ci appare un’idea che può e deve essere presa in considerazione come elemento innovativo e interessate, non solo per la sua sostenibilità, ma anche perché può migliorare gli ambienti universitari in cui si vive, si lavora e si studia.

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Il Museo di storia naturale per il risparmio idrico

Il Museo di storia naturale di Firenze, nel tentativo di ridurre il consumo di bottigliette di plastica e di sensibilizzare gli studenti e il personale ad un uso più sostenibile della borraccia, ha installato 4 fontanelli d’acqua potabile: un fontanello è nell’Orto botanico, vicino all’entrata, uno nel cortile di Via La Pira, nei pressi del portone di botanica, uno nel cortile della Sezione di Antropologia e uno nel cortile interno della sezione di Zoologia “La Specola”

.un fontanello per l'acqua potabile

In questo modo è stata fornita a tutti gli utenti un'alternativa sostenibile per poter usufruire di acqua potabile senza sprecare plastica. Inoltre, ad essi è stato affiancato uno schema che spiega la notevole quantità di rifiuti creati con l'utilizzo delle bottigliette di plastica, affinché si incentivi l'uso della borraccia. Infatti, chiunque usufruisca dell'acqua di questi fontanelli, può leggere nel cartello come una semplice bottiglia necessiti di risorse, tempo e carburanrte perché sia distribuita e produca diversi tipi di rifiuti: tappo, corpo della bottiglia, etichetta, imballaggio.

rifiuti prodotti da una bottiglia di plastica

Nel Bookshop del Museo sono in vendita le borracce in alluminio per ridurre l'uso delle bottigliette di plastica.

 

Un altro progetto del Museo finalizzato al risparmio idrico è Slow Water: un allestimento dimostrativo con un sistema di irrigazione sostenibile creato per non rinunciare alle fioriture nel giardino e nel terrazzo in vista di una crisi idrica.

In due contenitori all’ingresso dell’Orto sono state interrate le ampolle di terracotta progettate e distribuite da Slow water, che consentono un risparmio fino al 60% di acqua nell’irrigazione delle piante; il sistema si presta bene sia per la coltivazione in terra che in vaso.

Con il sistema della sub-irrigazione con ampolle l'acqua è utilizzata in maniera più efficiente rispetto ad altri metodi, dal momento che arriva direttamente alle radici delle piante e non ad altre aree più ampie del campo, senza dispersioni nel terreno e favorendo un accrescimento regolare e costante delle piante. Le piante, oltretutto, non sono soggette ad alcuno stress idrico.

slow water MSN

slow water 2 MSN

 
ultimo aggiornamento: 17-Mag-2017
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