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Ateneo Sostenibile

Bright 2016 - La Notte dei Ricercatori

Il 30 settembre 2016 si è celebrata anche a Firenze la Notte dei Ricercatori.

Tra le tante ricerche presentate nel tardo pomeriggio all'orto botanico dai ricercatori dell'Università di Firenze, ne abbiamo selezionate alcune il cui oggetto è legato ai temi della sostenibilità, nelle sue diverse accezioni. 

 

 

La parola ai ricercatori

 

Dalla ricostruzione in 3D del territorio tramite l'uso dei droni all'evoluzione delle pratiche di consumo, dall'utilizzo della luce come mezzo di comunicazione allo studio del sovrasfruttamento dei mari e del conseguente declino degli stock ittici, dalla comunicazione come strumento di promozione e sviluppo per l'agricoltura alle ricerche sulle spiagge, per finire con lo studio del clima passato e presente.

Sono gli stessi protagonisti della ricerca che, nei brevi video che seguono, ci chiariscono l'oggetto e l'obiettivo dei loro progetti.

 

Foreste in 3D per studiare l'ecosistema

Francesca Giannetti, dottoranda al GeoLab del GESAAF

 

 

Abstract della ricerca: Le nuove tecnologie di osservazione tramite droni (Sistemi A Pilotaggio Remoto – SAPR) permettono, attraverso l’uso di avanzati sistemi di analisi delle immagini (Structure From Motion), la ricostruzione tridimensionale di ampi ambiti territoriali.
La presentazione ha lo scopo di illustrare le attività condotte per lo studio di ecosistemi naturali nell’ambito del progetto Europeo FRESh LIFE – Demonstrating Remote Sensing integration in sustainable forest management.

 

Da consumer a prosumer: l'evoluzione dell'utente smart

Francesco Grasso, ricercatore del Dipartimento di Ingegneria dell'Informazione

 

 

Abstract della ricerca: C’erano una volta i consumer. Erano ‘animali mitici’, si muovevano in branco; tutti con le stesse abitudini, dunque prevedibili. Un atteggiamento che limitava le possibilità e le opportunità di sfruttare l’innovazione nel campo delle energie rinnovabili, dell’efficienza e del risparmio energetico. Come un asteroide capace di estinguere intere specie, ecco che arrivarono le Smart grid e, con la sua generazione distribuita, la ICT, l’efficienza e il potenziale risparmio. Prima uno, poi il secondo. Tutto cambiò, anche il consumatore: ilconsumer non c’era più, si era geneticamente trasformato in un individuo più evoluto, il prosumer. Da soggetto passivo è diventato attore attivo, produttore e consumatore al tempo stesso. Tutto merito dell’intelligenza artificiale associata agli apparati e ai dispositivi di uso comune.

 

Visible Light Communication: comunicare con la luce

Lorenzo Mucchi, ricercatore del Dipartimento di Ingegneria dell'Informazione

 

 

Abstract della ricerca: La luce non ha solo la funzione di illuminare un ambiente; può diventare un mezzo di trasmissione dati efficiente e onnipresente. È un sistema di comunicazione che sfrutta la porzione di luce visibile dello spettro elettromagnetico per trasmettere informazioni, le VLC (Visible Light Communication). Le VLC possono essere efficacemente applicate per la trasmissione dati indoor (al posto del WiFi), per la localizzazioneindoor, per lo scambio di informazioni tra veicoli in movimento o tra semaforo e veicoli.


Mangiar pesce non è più una penitenza. Sovrasfruttamento dei mari e declino della pesca

Ilaria Perissi, ricercatrice del Consorzio INSTM

 

 

Abstract della ricerca: Nell’ambito del progetto europeo MEDEAS, l’Università di Firenze ha sviluppato dei modelli che descrivono diversi casi storici dell’andamento dell’attività di pesca. Questi modelli evidenziano la tendenza distruttiva dei pescatori a sovrasfruttare le risorse e causare il collasso degli stock ittici. Il sovrasfruttamento degli oceani sta causando una vera rivoluzione negli ecosistemi marini, come pure nelle abitudini alimentari umane: mentre una volta il pesce era considerato una penitenza per il venerdì di magro, oggi è diventato un cibo di lusso. Quali sono le prospettive per il futuro?


Agricoltura e sviluppo rurale. Verso una comunicazione sostenibile

Marco Sbardella, Assegnista di Ricerca al Center for Generative Communication del DSPS

 

 

Abstract della ricerca: Le ricerche condotte dal Center for Generative Communication (CfGC), basate sulla metodologia generativa, mirano alla definizione di una comunicazione sostenibile, intesa come comunicazione che genera risorse anziché consumarle. Agricoltura e sviluppo rurale come elementi di traino per lo sviluppo del territorio (sperimentazione di nuovissime tecnologie della comunicazione in chiave di valorizzazione del patrimonio artistico, culturale ed economico), sono un ambito di ricerca e sperimentazione fondamentale in questo senso. Questa attività di ricerca sarà esemplificata facendo riferimento ad alcuni progetti del CfGC (Portale della sostenibilità d’Ateneo, collaborazione con l’Accademia dei Georgofili, Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale, Innovazione e vivaismo, Chianti Smart Place).


La ricerca può salvare le spiagge

Felicita Scapini, Professore associato del Dipartimento di Biologia

 

 

Abstract della ricerca: Le spiagge sono ambienti ad alto rischio sia per lo sfruttamento umano che per i cambiamenti climatici. È dunque importante promuovere ricerche su questi ambienti per convogliare gli sforzi dei diversi paesi verso un obiettivo comune.
Nell’ambito dell’internazionalizzazione dell’Ateneo di Firenze, due studentesse della laurea magistrale in Scienze della Natura e dell’Uomo hanno svolto attività formativa presso l’Universidad de la Republica, Montevideo, Uruguay, inserendosi in un gruppo locale di ricerca sull’ecologia delle spiagge e monitorandone la biodiversità. L’incontro sarà un’occasione per conoscere il lavoro svolto.


Le aree polari, il clima del presente e del passato

Roberto Udisti, professore associato del Dipartimento di Chimica "Ugo Schiff"

 

 

Abstract della ricerca: Le aree polari rappresentano dei laboratori naturali per lo studio del clima e dell’ambiente nel presente e nel passato. Per il periodo attuale, la caratterizzazione chimica dell’aerosol atmosferico in siti Artici (Svalbard e Groenlandia) e Antartici (Dome C) ha consentito di studiare l’impatto antropico su queste regioni, le più sensibili del pianeta ai cambiamenti climatici. Per le epoche passate, l’analisi di archivi climatici come le carote di ghiaccio e di sedimenti marini, ha permesso di osservare rilevanti variazioni ambientali su scala regionale e globale nell’ultimo milione di anni.

 
ultimo aggiornamento: 28-Dic-2016
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